Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Diritto

Patti di Famiglia - Profili civilistici e fiscali dell'istituto

Patti di Famiglia Nota sintetica sui profili civilistici e fiscali dell’istituto del Patto di Famiglia (artt. 768- bis ss. Cod. Civ.) A. Profili civilistici Il Patto di Famiglia è definito dall’art. 768- bis Cod. Civ. come “ il contratto con cui, compatibilmente con le disposizioni in materia di impresa familiare e nel rispetto delle differenti tipologie societarie, l'imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l'azienda, e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote, ad uno o più discendenti ”. Il Patto di Famiglia è, quindi, un contratto (ovvero un atto tra vivi, a differenza del testamento, che invece è un atto unilaterale mortis causa ), il quale tuttavia influisce sull’esito della successione ereditaria.  Esso, infatti, ha la funzione di determinare la destinazione dell’azienda (o delle quote societarie) di una persona in parziale deroga a quanto previsto dal diritto successorio. Caratteristica essenzia...

Con la Manovra Correttiva confermata definitivamente la mediazione obbligatoria

Già dal 2010, per effetto del D.lgs. n. 28 del 4 marzo, è previsto che qualsiasi azione giudiziale relativa a: materia di condominio,  diritti reali,  divisione,  successioni ereditarie,  patti di famiglia,  locazione, comodato,  affitto di aziende,  risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità,  contratti assicurativi, bancari e finanziari,  deve obbligatoriamente essere preceduta da un tentativo di mediazione, pena l'improcedibilità . Tuttavia, tale norma era stata dichiarata incostituzionale, con sentenza della Corte Cost. n. 272 del 6 dicembre 2012, con la motivazione che il Governo nell'introdurla nel Decreto Legislativo aveva ecceduto le deleghe del Parlamento. La medesima disposizione è stata successivamente riproposta, con alcune piccole modifiche dal c.d. " Decreto del fare " (D.L. n. 6...

L'ingiustificata interruzione delle trattative comporta responsabilità precontrattuale

Con sentenza depositata il 19 aprile 2017 (n. 657/2017), il Tribunale di Bologna ha ribadito il principio che l'ingiustificata interruzione delle trattative, quando queste sono giunte ad uno stadio finale, fa sorgere responsabilità precontrattuale a carico della parte che tradisce il legittimo affidamento dell'altra parte sul positivo perfezionamento dell'affare: " Il presupposto per l'affermazione di una responsabilità precontrattuale è che una delle parti, dolosamente o colposamente, abbia indotto l'altra parte a confidare ragionevolmente nella conclusione di un contratto, raggiungendo un'intesa di massima sui punti essenziali dell'affare e dovendo solo definire i dettagli di minore importanza, o avendo raggiunto completamente l'accordo e rimanendo solo di tradurlo nella forma scritta necessaria per la validità del contratto, con conseguente onere a carico del presunto danneggiato del fatto lesivo ". Marginalmente, i giudici aggiungono che...

Più difficile recedere dalle SpA

La delibera che riconduce il quorum deliberativo delle assemblee straordinarie a quello legale non legittima il recesso ai sensi dell'art. 2437, comma 1, lett. g) c.c. Secondo la sentenza n. 13875 della Corte di Cassazione tale delibera non si intende come modificativa né dei diritti di voto, né dei diritti di partecipazione. Non modifica i diritti di partecipazione in quanto essi devono essere intesi unicamente come diritti di natura economica nel senso di diritti di partecipazione agli utili.  Non modifica i diritti di voto in quanto le uniche modifiche che rilevano a tali fini sono quelle che intervengono sulle azioni con diritto di voto limitato (ad es. azioni senza diritto di voto, azioni a voto limitato, azioni a voto subordinato, etc.). In ogni caso, affinché la delibera in parola legittimi il recesso ai sensi dell'art. 2437 c.c., occorre che vada ad incidere in via diretta sul diritto di voto o di partecipazione.  Non rileva invece a tal fi...

Farmacie Multate per Pubblicità della cannabis

Promozione illecita della Cannabis Sono sette le farmacie che hanno ricevuto una multa da 8.600 euro perchè avrebbero violato il disposto dell’art. 84 del DPR 309/90 che recita: “La propaganda pubblicitaria di sostanze o preparazioni comprese nelle tabelle previste dall’articolo 14, anche se effettuata in modo indiretto, è vietata”. Da qui la segnalazione ai NAS il 16 gennaio scorso. L'attività fraudolenta sarebbe consistita nell'indicare la Cannabis in alcune piattaforme web nate per promuovere i prodotti galenici, come disponibile agli utenti dietro presentazione di prescrizione medica. Le farmacie coinvolte non ci stanno e presenteranno ricorso. Sicuramente una situazione di grande incertezza tipica di ogni momento di cambiamento e di un modo tutto italiano di legiferare a "spizzichi e bocconi" .

Quando l’inadempimento contrattuale costituisce reato

La Cassazione Penale (sent. n. 18821/2017) ha recentemente chiarito le circostanze in cui l’inadempimento ad un contratto di compravendita, da parte del venditore, integra fattispecie penale di truffa. Nel caso in esame, il venditore, dopo aver ricevuto una caparra a fronte di un ordine ricevuto on-line , non ha dato corso alla consegna del bene e si è reso irrintracciabile ai successivi tentativi di contatto da parte dell’acquirente. In primo grado l’imputato era stato condannato per truffa (art. 640 c.p.) e in sede di appello la condanna era stata riqualificata come insolvenza fraudolenta (art. 641 c.p.).  A seguito di ricorso da parte del medesimo imputato, la Suprema Corte metteva in luce come nella giurisprudenza di legittimità sia pacifica “ l'affermazione che sussiste l'ipotesi della truffa e non dell'insolvenza fraudolenta […] quando l'inadempimento contrattuale sia l'effetto di un precostituito proposito fraudolento ”. Pertanto “ deve ritenersi integr...